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LA FRAGILITÀ DI BILLIE EILISH È CIÒ CHE LA RENDE DIVERSA E UGUALE A TUTTI NOI

l’artista che a soli 18 anni è in grado di emozionare persone di qualsiasi età, sesso e nazionalità

Billie Eilish è un’artista diversa dalle altre. È diversa perché a 18 anni ha una carriera invidiabile anche da artiste con il doppio dei suoi anni. È diversa perché non passa giorno in cui non vinca un premio o in cui una sua canzone non superi qualche record di ascolti e streaming. È diversa perché nella notte dei Grammy Awards 2020 ha ottenuto sei diverse candidature e si è aggiudicata cinque statuette di cui quattro nelle categorie principali di album dell’anno, registrazione dell’anno, canzone dell’anno e miglior artista esordiente. Così facendo, è diventata la più giovane cantante di sempre e la prima artista donna in assoluto a riuscire nell’impresa in un’unica notte. 

È diversa dalle ragazze della sua età per i testi delle canzoni che scrive, per la profondità che la caratterizza, per la sua maturità. Viene criticata perché appare sempre triste, perché le sue canzoni hanno spesso uno sfondo malinconico, perché nei suoi testi c’è sempre un’infelicità di fondo. Ho deciso di parlare di lei perché questo è il lato che più mi ha colpito e che più mi lega a questa artista. Credo che il suo seguito sia così vasto anche perché in lei ognuno può ritrovarsi. La tristezza fa parte della vita di chiunque, e l’unica cosa che si può fare quando questa si manifesta è viverla. Per quanto mi riguarda le sue canzoni sono il luogo perfetto per viverla. Sono, metaforicamente parlando, la cameretta dove poter piangere senza che nessuno lo sappia, senza che nessuno ti veda. La sua musica è profonda, intima, riesce a scavare dentro di te, superare i finti sorrisi e arrivare diretta ai problemi che in tutti i modi provi a nascondere. Le sue canzoni hanno questo effetto su di me, arrivano dirette ai miei problemi e mi aiutano ad esorcizzarli, mi obbligano ad affrontarli. 

È diversa perché nelle sue canzoni non parla di droga, soldi o successo, argomenti dei quali le canzoni in cima alle classifiche di questo periodo sono protagonisti. Billie Eilish scrive e canta di paure, le più intime, di solitudine, degli incubi che ti svegliano la notte e ti impediscono di riaddormentarti.

Billie Eilish, video del singolo “When the party’s over”

Amo la fragilità che la caratterizza e la capacità che ha di mettersi a nudo davanti a milioni di persone che hanno costantemente gli occhi puntati su di lei. L’anno scorso è apparsa in un annuncio di Calvin Klein, in cui ha rivelato di usare vestiti larghi in modo da impedire alle persone di criticare il suo corpo. Il 27 novembre 2018, in seguito alla divulgazione di alcuni video che mostrano la cantante manifestare dei tic nervosi, attraverso Instagram ha dichiarato di essere affetta dalla sindrome di Tourette e di esserne a conoscenza da quando era bambina. In un intervista ha poi affermato: “I tic peggiori non li avete mai visti, perché sono diventata molto brava a sopprimerli in pubblico: ma più li sopprimi, peggio riemergono in seguito”.  

La sua carriera è decollata quando aveva solo 14 anni ma ciò che ha dichiarato di ricordare di quel periodo è ben diverso da ciò che ci si aspetta di sentire da una ragazza che in così giovane età riesce ad avverare il suo sogno. 

È strano. Quanto tutti pensano a Billie Eilish a 14 anni, pensano alle cose meravigliose che sono successe. Ma tutto quel che ricordo io è quanto ero infelice. Ero totalmente sconvolta e confusa. Dai 13 ai 16 anni è stata dura, sono passata attraverso una fase di autolesionismo e depressione. Pensavo di meritare di sentire dolore.” 

Le dichiarazioni che fa, i testi che scrive, le sue canzoni hanno la capacità di lasciarmi senza parole. 

Vi lascio con una canzone da ascoltare. Ascoltatela quando avrete dei problemi da risolvere, fatelo quando sarete stanchi di cercare di nasconderli e sarete pronti ad affrontarli.

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